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“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno:




“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno che l’Editore il, Foglio Letterario di Piombino, ha portato alla Fiera del Libro di Torino.


 

Nuovo libro di Marcello Camici:




Nuovo libro di marcello Camici


 

Affari e politica a Portoferraio:




Questo libro è per la verità e la giustizia!

Vittorio Sgarbi


 

Giuliano Giuliani "AFFANDAMENTO DELL'ANDREA SGARALLINO" :




la ricostruzione attraerso la voce dei protagonisti della più grande tragedia che abbia colpito una nave civile nel mediterraneo durante nell'ultimo comflitto mondiale


 

“BALENE ALL’ELBA” :





Balene all’Elba è il titolo di un libro di Antonello Marchese, adesso in vendita nelle librerie. Fin dalla presentazione che si è tenuta alla Gran Guardia di Portoferraio, ha suscitato un grande interesse.


 

IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




.


 


DOCUMENTAZIONE » GIULIANO GIULIANI "AFFANDAMENTO DELL'ANDREA SGARALLINO"




PREFAZIONE


A coloro che si accingono a leggere questo libro è dovuta una prima spiegazione: perché una radio locale decide di occuparsi di una pubblicazione di chiaro impegno e dal contenuto così drammatico.
La spiegazione sta nel fatto che quando abbiamo cominciato a raccogliere il materiale necessario per una trasmissione sull’affondamento dell’«A.Sgarallino», ci siamo trovati dinanzi a una condizione diversa dalle altre e assolutamente imprevista.
Avevamo già preparato, in passato, trasmissioni di ricostruzione storica di un certo impegno; ricordiamo per esempio: “Storia della tonnara”, “Il bombardamento del 16 settembre ‘43”, e “La battaglia di Capo Matapan”, ricostruita attraverso il racconto straordinario dell’ammiraglio Nicola Mursi, allora ufficiale di tiro a bordo della corazzata “Vittorio veneto”.
Questi eventi storici, importanti e tragici, alcuni dei quali erano stati già ampiamente analizzati in film e pubblicazioni di vario genere, avevano perduto nella trattazione tecnico-militare o spettacolare, i loro contorni dolorosi e rimanevano quindi collocati in una zona, per cosi dire, fredda della nostra memoria.
Questo non era avvenuto per l’affondamento dell’«Andrea Sgarallino»: al dolore ancora vivo di chi aveva perduto i propri cari, faceva riscontro l’indifferenza, incomprensibile, di Enti e Associazioni che in quarantacinque anni non avevano trovato il tempo o la volontà di scrivere una sola riga o dedicare al fatto almeno una stele.
E non si trattava di un episodio di poco conto.
Infatti, l’affondamento dello «Sgarallino», in termini di perdite civili(quasi trecento), rappresenta il fatto bellico più grave fra quelli verificatisi nel Mediterraneo durante l’ultima guerra.
Di fronte a questa particolare situazione abbiamo pensato di approfondire e allargare sistematicamente le ricerche e raccogliere poi, vicende, testimonianze, documenti in un’unica pubblicazione che avrebbe, a nostro avviso, contribuito alla conoscenza della tragedia e anche di un intero periodo storico.
E’ stato infatti necessario raccontare i fatti di quel terribile settembre ’43:dall’annuncio dell’armistizio del giorno 8, con la confusione che ne seguì, al vano tentativo di resistenza all’occupazione tedesca che terminò con il bombardamento del 16 su Portoferraio:la resa, l’occupazione e l’affondamento dello «Sgarallino» avvenuto il 22 dello stesso mese.
La ricerca presso gli archivi storici italiani ed esteri e le innumerevoli testimonianze ci hanno portato una considerevole quantità di materiale inedito.
Ad un primo tentativo di studiare uno schema narrativo ci trovammo di fronte ad una seria difficoltà: come armonizzare in un unico linguaggio una materia così eterogenea.
Da una parte la storia degli avvenimenti come si deduce dai documenti, con le cifre, le date, le proprie cadenze ed un proprio linguaggio; dall’altra, i fatti raccontati dai testimoni così dolorosamente vivi. Fatti che il tempo non aveva sbiadito, e la memoria aveva filtrato e ridefinito fra nostalgia, rimpianto e dolore.
La scelta è stata poi di narrare i fatti come questi ancora vivono nella memoria di coloro che li vissero.
Questa nostra pubblicazione non ha ovviamente la pretesa di dire cose definitive su un periodo così complesso, altri lo faranno in seguito con ben altra competenza.
Se però saremo riusciti, nonostante gli inevitabili difetti e le ingenuità, a far conoscere uno dei periodi più dolorosi della nostra storia recente, il nostro sforzo non sarà stato inutile.






ALCUNI STRALCI DEL LIBRO “ANDREA SGARALLINO” SCELTI DALL’AUTORE:


CAPITOLO VI

L’AFFONDAMENTO

[…] Intanto lo Sgarallino stava navigando lentamente e si trovava all’altezza di Nisporto. Stefano Campodonico ricorda: “Raggiunti i colleghi a prua mi misi ad ascoltare il nostromo Baldetti il quale stava dicendo al fuochista Palombo, a Egisto Nelli e a Tista, come la navigazione nel canale si stesse facendo sempre più pericolosa. Mentre il Baldetti incominciò a parlare di un suo progetto di fuga in barca verso la Corsica ascoltato con attenzione dai compagni, dall’Aproar uscivano due siluri. Pochi secondi dopo avrebbero colpito la nave spezzandola in due.
Campodonico continua a raccontare: “Un enorme boato scosse la nave. Angelo gridò: Via dalla prora!” Cercai di fuggire verso poppa quando sopraggiunse la seconda esplosione. Vidi tutto buio intorno a me. Rimasi stordito per qualche istante. Quando ripresi conoscenza mi ritrovai avvolto nel fumo e non vidi più i miei compagni.
Lo spostamento d’aria, provocato dalla potente esplosione, mi aveva catapultato verso il lato di prora. Attraverso il fumo asfissiante, che ovunque sprigionava, filtrò una fetta di luce. Istintivamente cercai di raggiungerla. Ricordo che facevo una gran fatica a muovermi perché la nave sbandava paurosamente a sinistra. L’acqua entrava rapida, gorgogliando. Solo con la forza della disperazione e nuotando contro corrente potei vincere il forte risucchio e risalire in superficie. Il mare ribolliva tutt’intono di schiuma bianca.

Nel piazzaletto, sotto il Faro del Forte Stella, Nunziatina stava con gli occhi fissi su quella macchia chiara: aveva visto qualche attimo prima la nave colpita spezzarsi in due tronconi e sprofondare risucchiata in un vortice; aveva udito le tremende esplosioni mentre si accingeva a stendere i panni e aveva visto una colonna d’acqua e di fumo sollevarsi dalla nave colpita.
Con le mani sul volto, restò immobile per alcuni attimi ancora; poi, prese acorrere giù per la fortezza in direzione del porto piangendo e gridando:”Madonna mia…che sciagura!...Lo Sgarallino…la mina…l’ha preso!”.

Prosegue il racconto di Campodonico: “Giunto in superficie cercai un appiglio; le energie mi stavano abbandonando.
Sentivo che per me sarebbe presto finita.
D’un tratto qualcosa mi colpì dietro la schiena: era un asse del fasciame della nave.
Mi ci aggrappai con la forza della disperazione.

Dopo il lancio dei siluri l’Aproar si era immediatamente immerso adagiandosi sul fondo. Ricorda ancora il segnalatore Ms. Gus Britton: “Ricordo molto bene che questa operazione di per sé risultò assai facile. Non si verificò nessun contrattacco né da parte di navi Né da parte di aerei. Il comandante Herrick pensò di non averla colpita. Fu l’operatore idrofonico che confermò che la nave era stata affondata.
Il sommergibile inglese lasciò subito dopo le acque dell’Elba dirigendosi verso Bastia5

__________________________
5 Nel suo viaggio verso Bastia l’”Uproar” intercettò ed affondò la petroliera “Champagne” di 9.946 tonnellate, requisita dai tedeschi e già danneggiata da un precedente attacco.( Vedere nota conclusiva). The Royal Navy Submarine Museum.






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