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“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno:




“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno che l’Editore il, Foglio Letterario di Piombino, ha portato alla Fiera del Libro di Torino.


 

Nuovo libro di Marcello Camici:




Nuovo libro di marcello Camici


 

Affari e politica a Portoferraio di Giovanni MUTI:




Questo libro è per la verità e la giustizia!

Vittorio Sgarbi


 

Giuliano Giuliani "AFFANDAMENTO DELL'ANDREA SGARALLINO" :




la ricostruzione attraerso la voce dei protagonisti della più grande tragedia che abbia colpito una nave civile nel mediterraneo durante nell'ultimo comflitto mondiale


 

“BALENE ALL’ELBA” :





Balene all’Elba è il titolo di un libro di Antonello Marchese, adesso in vendita nelle librerie. Fin dalla presentazione che si è tenuta alla Gran Guardia di Portoferraio, ha suscitato un grande interesse.


 

IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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IL FANTASTICO VIAGGIO DEL COMANDANTE GRASSI:




RACCONTO DI UN VIAGGIO IN CINA


 


ROCCO CORRISI


Pittore


biografia:
E' un pittore dibolista naif, ha ricevuto degli apprezzamenti da ujno dei più importanti critici artistici italiani, Duilio Morosini.


opere:




 sottobosco SOTTOBOSCO

Duilio Morosini, uno dei maggiori critici italiani era approdato al Forte Inglese nel 1993. Voleva visitare lo studio di Rocco Corisi perché era rimasto colpito da un quadro esposto nel ristorante Tabor di cui Rocco Corrisi era gestore e chef. Morisini qualche giorno dopo portò al ristorante il pezzo che segue che pubblicammo su COSMOPOLI mettendo in prima pagina un opera di Corrisi. ROCCO CORISI OVVERO LA PITTURA E L'ESISTENZA di DUILIO MOROSINI ROCCO CORISI "figlio" della terra di Puglia (nato a Bari il 14 Set¬tembre 1936), da 30 anni risiede all'isola d'Elba. Personalitàpoliedrica e altamente creativa, la sua schietta semplicità lo porta ad idealizzare un mondo di natura incontaminata che traspare dai suoi dipinti dove i "verdi" sono il simbolo della sua visione di naturale bellezza. Rocco Corisi è un ottimo "Chef" e si aggira tra il pubblico piuttosto va¬riegato, diciamo, pubblico medio nostrano e straniero, vestito spesso di bianco, con il foulard di seta al collo, e nobilitato da fazzoletto da taschino, lo "Chef" disinvolto disposto al ciarlare, alla battuta di spirito, anche se non palesamente, certo, sostiene un ruolo come un altro, insomma fa buon viso a cattiva sorte. Rocco fa il suo mestiere con scru¬polo; come altro mestiere anche più umile ha esercitato nella sua vita. Ma il suo cuore non è qui è lassù, in cima alla città, al Forte Inglese, dove il comune ha concesso degli studi ai pittori. In uno di questi, illuminato da un ampio lucernario da dove si vede un pezzo di Portoferraio quasi sino ai limiti del mare, CORISI lavora. Certo è lì che Rocco si sente davvero a casa sua, anche se le raffinatezze dei fornel¬li sono trattate come si deve. Lo si è visto. Non si sa bene del resto con quale carico di fastidio o di noia il "doganiere" Rousseau, dico noia so¬ prattutto, maggiore o minore, facesse strimpellare il suo vecchio pianoforte per allievi sottoposti alla costrizione dei genitori a familiarizzare con do, re, mi, fa, della sua tastiera. In fondo la gastronomia, gratta gratta, è più alle¬gra di certe partiture musicali elementari ed ingiallite. Intendiamoci il cenno a Rousseau non vuole essere niente di impegnati¬vo, ma fungere da riferimento alle insidie delle definizioni di naif che si sono attribuite a questo o a quel pittore spontaneo, si, ma fino ad un certo punto. A parte ogni considerazione circa le sue più lodevoli conquiste da autodidatta, va tenuto conto che esse hanno seguito e seguono un tutt'altro binario. Si tratta all'inizio, almeno da quanto ne so, di riflessione sul Divisionismo (o, piuttosto Puntinismo) farcito di sofisticate significazioni sim¬boliche. Bisogna poi tener conto che qui tutto è penetrato da valori lirico¬atmosferici, malinconie di terre, di magri alberi ecc.; e ancora dal fatto che sulla costa, lì di fronte quasi a Livorno, si sta ancora coltivando con un amore testardo niente meno che l'eredità dei macchiaioli. Questo, comunque, il diverso de¬butto col quale Rocco CORISI volterà poi dopo le spalle in seguito a non pochi ripensamenti. È da questi che il nostro pittore muove oggi e questi sono i precedenti di quanto egli fa. Oggi è coinvolto in altre prove, che sono anche più dirette, più sentite, più vissute. Ecco una natura che è autoritratto diciamo, sotto la specie: da un lato di sottobosco aggrovigliato (azzurri, viola, blu, lilla, rosa) scre¬ziati da gemme di colore puro, in un caso come nell'altro, qualcosa come diverse gemme-pietre, ci sono qui espressioni di rapidi ed errabondi per¬corsi del pensiero e dei sentimenti. In primo piano sovrastando ogni cosa già avevano, prima di arrivare alla fase attuale della sua pittura, lanceolate vegetazioni, ma non come forme che facciano blocco. Anzi un'agitazione, irritazione o addirittura una sorta di follia di movimento di rabbiosa impennata, espressioni di intolleranza di molte cose e anche forse di intima insoddisfazione soprattutto suscitata, si direbbe da riflessioni sulla perdita e sull'urgenza di ricupero delle occasio¬ni di vita che sente chi cova una brace di passionalità tale da non poter più essere repressa. Qualcuno leggerà, magari, chi lo sa?, nella filigrana di questa pittura davvero nevrotica come si è detto, più che estrosa, il fascino esercitato sul¬l'autore da certi surrealisti addirittura, da un MASSON, da un ERNEST, Rousseau, in ogni caso dei surrealisti.




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