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UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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LE PANDEMIE, LE GUERRE IL MALE DEL MONDO E L’INVOCAZIONE DIVINA di Luciano Gelli

pubblicato venerdì 20 marzo 2020 alle ore 15:21:17


LE PANDEMIE, LE  GUERRE  IL MALE DEL  MONDO  E  L’INVOCAZIONE  DIVINA  di  Luciano Gelli

 



 



Nel ventesimo secolo si sono verificate tre pandemie influenzali, rispettivamente nel 1918, 1957, 1968 denominate in base alla presunta area di origine: Spagnola, Asiatica, Hong Kong. Tali forme furono causate da tre sottotipi del virus influenzale A. Esistono prove concrete a favore dell’ipotesi che le vere pandemie abbiano origine da modificazioni del virus dell’influenza A trasmesse all’uomo dagli animali.

Si stima la Spagnola colpì un terzo della popolazione mondiale con un numero di decessi valutabile tra 50 e 100 milioni. È assodato che il virus fosse partito dai maiali e risultasse completamente novo per l’umanità. Occorre tener conto che la Spagnola aggredì popolazioni indebolite da quattro anni di guerra.

L’Asiatica del 1957/58 partì dalla città di Hong Kong e, in breve tempo, coinvolse 250.000 abitanti della metropoli, all’epoca protettorato britannico. Dati molto più affidabili che in passato stabiliscono che ne fu colpito il 20% della popolazione mondiale con una letalità intorno allo 0,4%.

L’influenza di Hong Kong del 1968 provenne ancora dalla città cosmopolita e si diffuse prevalentemente in Asia e negli Stati Uniti. In Italia i decessi furono circa 20.000.

Occorre specificare che con il termine di pandemia si indica una malattia epidemica con una diffusione tali da coinvolgere numerose nazioni e raggiungere un numero di contagiati e di decessi largamente superiore alle abituali forme stagionali.

Tra la fine del ventesimo secolo e i primi decenni del ventunesimo si sono riscontrati nuovi casi di epidemia prevalentemente causati da virus di provenienza animale.

1. L’Aviaria è causata da un virus influenzale tipo A che normalmente infetta gli uccelli selvatici e il pollame domestico. I primi casi umani sono stati identificati nel 1997 di nuovo ad Hong Konge tuttora vengono segnalati soprattutto in Asia e nel Medio Oriente.

2. Mucca pazza, diagnosticata nel 2001 in tutto il Regno Unito dove sterminò gli allevamenti bovini per poi diffondersi sul continente europeo. La malattia trasmessa all’uomo con il consumo di carni contagiate era imputabile ad un prione, ossia ad una proteina animale che assume una forma errata e induce il cambiamento in altre proteine che finiranno col provocare danni irreversibili cerebrali.

3. La SARS (sindrome respiratoria acuta grave) indotta da un coronavirus è partita dall’Asia nel 2003 dove i portatori iniziali sono risultati i pipistrelli ferro di cavallo, i cani procioni, gli zibetti.

4. La malattia da virus Ebola (EVD) primitivamente definita come sindrome emorragica è determinata da un virus reperibile in scimmie, pipistrelli, antilopi isolato nella repubblica democratica del Congo nel 1976, in prossimità del fiume Ebola. Il contagio si verifica con il contatto di sangue, secrezioni e carni di animali portatori. Sono colpiti il fegato, i reni, l‘apparato respiratorio in presenza di febbre elevata e di manifestazione emorragiche diffuse.

5. La Suina, altra forma virale trasmessa dal consumo di carni animali, si è presentata

inizialmente in Messico dove ha causato 18000 morti su 482000 contagiati.

6. L’HIV/AIDS. Occorre distinguere tra HIV (virus dell’immunodeficienza umana) responsabile della distruzione di un tipo di globuli bianchi, i linfociti T o CD4 protagonisti della risposta difensiva dell’organismo con la soppressione di batteri, virus e funghi. L’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) è un quadro patologico che può verificarsi anche diversi anni dopo il contagio e consiste nell’incapacità del soggetto colpito di resistere anche alle infezioni più banali. Le prime manifestazioni si ebbero nel 1981 e il numero dei decessi ammonta a circa tre milioni di morti. Dal 1996 la terapia farmacologica è riuscita a bloccare il decorso della sindrome riducendola ad una patologia cronica, raramente letale.



La storia della peste comprende tre grandi pandemie imputabili al batterio Yersinia pestis.

Si ipotizza che assieme abbiano causato oltre 200 milioni di morti.



La prima fu definita Peste di Giustiniano. Lasciata l’Etiopia, sede iniziale, si diffuse rapidamente verso Costantinopoli, capitale dell’Impero Romano d’Oriente. Le stime più accreditate indicano un numero di vittime molto superiore ai 50 milioni. Serbatoio del batterio è il ratto. La pulce è il veicolo: punge il ratto e ne aspira sangue infetto che contiene le Yersinie. Queste trovano ambiente idoneo per moltiplicarsi e finiscono con l’ingolfare il sistema digestivo della pulce. Quando la pulce si trova in questa condizione diviene più aggressiva e punge l’uomo, solitamente nelle zone ascellari e inguinali. Oltre a sintomi quali febbre, debolezza, nausea, vomito, stato soporoso si verifica un notevole ingrossamento dei linfonodi zonali e la setticemia successiva provoca alterazioni circolatorie con devastanti fenomeni gangrenosi.



La seconda pandemia, descritta dettagliatamente e più devastante, dilagò verso la metà del quattordicesimo secolo ed è nota come Peste Nera. Importata dalla Cina attraverso l’Impero Mongolo si diffuse in Turchia per raggiungere l’Europa, Inghilterra compresa. Tra il 1347 e il 1480 si ripresentò nelle maggiori città europee colpendo in maggior parte soggetti giovani o poveri. Nella sua prima apparizione Firenze fu essa letteralmente in ginocchio. L’Elba subì gli effetti della peste nel 1348 col risultato di vedere ridotto il numero dei suoi abitanti sotto i 2000.



La terza pandemia partì ancora dalla Cina nel 1855, propagandosi a Hong Kong, Canton, Bombay, per raggiungere Africa, Europa, Hawaii, India, Giappone, Filippine e Sud America.



Altra patologia virale in grado di risultare letale nel 30%dei casi era il Vaiolo, malattia dichiarata ufficialmente eradicata nel 1980 grazie all’impiego mondiale del vaccino.

Tra il 165 e il 180 dopo Cristo una pandemia di vaiolo, portata dalle truppe imperiali romane, di ritorno dal vicino oriente uccise 5 milioni di persone.

La seconda pandemia ebbe luogo tra il 251 e il 266 D C. Si narra che a Roma morissero 5000 persone al giorno.

Nel 1581 il vaiolo uccise metà della popolazione di Hispaniola.

Il vaiolo è una malattia infettiva contagiosa causata da due varianti del virus Variola: Variola maior e variola minor. Il virus si localizza nella piccola circolazione della cute, del cavo orale e della faringe. Sulla pelle si manifestano eruzioni maculo-papulari e, in seguito, vescicole rilevate piene di liquido che, se il malato sopravvive, si rompono lasciando cicatrici deturpanti, specie sul volto. Se le vescicole si presentano sugli occhi ne po' derivare cecità per ulcere corneali.

Sulla mummia del faraone Ramses V sono state rinvenute cicatrici vaiolose.



Guerre, carestie, catastrofi naturali, pandemie e tanti altri eventi negativi, capaci di mettere a rischio il benessere o la sopravvivenza di una comunità, in passato inducevano molte persone a riunirsi in preghiera per implorare la misericordia divina. Quelle stesse assemblee potevano incentivare la possibilità di contagio, ma testimoniavano il riconoscimento della fragilità umana e la necessità di rivolgersi all’Ente Supremo. Oggi, costretti ad un necessario e salvifico domicilio coatto, leggiamo, passiamo ore davanti al televisore per ascoltare ‘ennesimo bollettino di guerra oppure cerchiamo sui social una scenetta o una battuta che ci strappino un sorriso. Dove sono finite la religiosità, il rispetto se non ‘amore per il prossimo, il gusto di un dialogo serio teso ad arricchirci spiritualmente?

Dichiararsi cristiano cattolico può esporre a critiche e derisioni in un mondo sempre più laicizzato, ma chi ha fede son si nasconde e rende testimonianza, sicuro delle proprie verità. Il Padre Nostro finisce con n’invocazione: Liberaci dal male.

Una preghiera arriva più lontano di mille discorsi.



 




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