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“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno:




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IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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LA COLATE IN CALATA, COME NASCONO I GRANDI ERRORI FATTI ALL’UNANIMITA’

pubblicato domenica 29 dicembre 2019 alle ore 18:23:30


LA  COLATE  IN CALATA, COME NASCONO   I  GRANDI ERRORI  FATTI  ALL’UNANIMITA’

 



 L’associazione “Responsabilita’  in Comune”, in un suoi  intervento   accusa   l’attuale  Amministrazione   di  non  essersi  opposta  al  progetto   di un ulteriore colata  di  cemento  nella calata  di  Portoferraio.  Progetto che ,  se realizzato,  sarebbe  un ulteriore scempio a  ridosso delle mura medicee



Come  abbiamo   ripetuto più volte   il problema  della cementificazione della calata   è un problema  che  il Movimento Elba  2000 ha  affrontato   fin  dai primi  anni  2000.  Quello che segue    fu pubblicato    su  “Elba oggi” e  su  “Lisola “ il 7 Nov. del  2003.  Nell’articolo  sono analizzati altri scempi   fatti  in precedenza  a  Portoferraio con l’accordo  di tutte le  forze  politiche   e senza  che nessuna  associazione  culturale  od altro intervenisse .  Se   a  quell’epoca   il movimento  Elba  2000  non fosse stato lasciato solo   a   cercare  di bloccare    il progetto,    lo scempio,   non ci sarebbe stato. )



 



 



 



 COLATA  DI CEMENTO IN CALATA



 



 



L'articolo 23 del Piano strutturale di Portoferraio, sistema territoriale 3 della costa, al comma 4, per quanto riguarda il sistema portuale, prevede il consolidamento e la riqualificazione funzionale del ruolo del capoluogo quale principale accesso marittimo all'isola, sia per i passeggeri che per le merci.



Sarà quindi necessaria "una riorganizzazione e qualificazione formale e funzionale dell'interfaccia terra mare, tanto alla scala urbana (città) che territoriale (territorio – rada – darsena)”. Tra le altre cose, si prevede pure "il miglioramento dell'accessibilità all'area portuale e della costa anche con l'allargamento della Calata Italia”.



 



Al di là del gergo tecnico, ciò significa essenzialmente due cose: Portoferraio rimane l'unica porta d'ingresso per l'Elba e per fare questo è necessario trasformare Calata Italia in un grande piazzale per la sosta e le manovre degli autotreni in partenza.



 



Se Portoferraio debba continuare a sopportare tutto il movimento veicolare dell'isola, e per fare questo debba sacrificare addirittura le sue parti più belle, è una questione assai importante che dovrebbe essere dibattuta, anche in modo approfondito, considerato che invece Porto Azzurro non vuole più il traffico veicolare ecc.



 



 Non è pensabile che si vada a dalle trasformazioni così importanti senza che ci si ponga almeno il problema. Cioè: stiamo sbagliando oppure no?



 



 



Se individuare errori nel presente e ammetterli è difficile, è più facile, forse, ammetterlo per le scelte fatte nel passato, perché ci aiutano gli effetti che hanno provocato. Questo esercizio, che sarebbe molto utile, non è però praticato, perché è doloroso confrontarsi con il passato, non attraverso la memoria, che è sempre indulgente, ma con i fatti che non hanno pietà.



 



 Come  furono commessi    3 clamorosi errori  del passato



 



Limitiamoci a prendere in considerazione solo tre casi:



 





  • la vendita del Forte Stella




  • le costruzioni del "Grattacielo" e dell'edificio "Residence" sul Porto




  • la destinazione a zona industriale del lungomare delle antiche saline.




  •  



    Nessuno, adesso, avrebbe il coraggio di sostenere che non furono degli errori clamorosi.



     



    Perché furono commessi? Non conosciamo le ragioni della vendita del Forte Stella: non è escluso che gli appartamenti apparissero agli amministratori dell'epoca, che avevano altri metri di giudizio, delle topaie umide esposte ai venti del Nord. Se aggiungiamo che, probabilmente, quell'amministrazione necessitava di risorse (un milione), si può capire come non ci si rese conto che si trattava di un luogo simbolo di enorme valore per la città.



     



     



     Per quanto riguarda il "Grattacielo" e la cosiddetta “palazzata” a mare sul porto, erano stati scambiati per una apertura alla modernità e la relativa delibera venne approvata all'unanimità (un solo astenuto: il professor Giancarlo Castelvecchi), dopo che il modellino in legno era rimasto per mesi esposto al Bar Roma.Nessuno capì che si trattava di un errore gravissimo, che avrebbe sfregiato per sempre la città. La democrazia, evidentemente, non ci salva dagli errori.



     



    Lo stesso vale per la destinazione a zona industriale del lungomare delle antiche saline con capannoni vista mare che andavano  a  precludere il naturale espandersi della città lungo il golfo e a spingere invece le costruzioni dietro le colline, nelle zone umide. Anche qui solo pochi capirono che si trattava di un gravissimo errore.



     



    Sarebbe davvero interessante capire, anche sul piano puramente scientifico, da dove nasce il potere di attrazione delle “cantonate amministrative”, che riescono a creare l'unanimità annullando perfino i contrasti politici. Evidentemente, è più facile trovare l'unità politica sui grandi errori che sulle cose giuste e di buon senso.



    Forse l'intera classe politica amministrativa soffriva di un ritardo culturale. Non sapevano, questi onesti e democratici amministratori, in che anno erano, che tipo di territorio stavano amministrando né quale sarebbe stato il suo futuro.



    Ma adesso questo ritardo è stato colmato? Come facciamo a saperlo se, a distanza di vari decenni, stiamo commettendo gli stessi errori? Non ci sono formule affidabili, però esistono degli elementi che dovrebbero farci insospettire.



     



     La colata a mare, che farà scomparire Calata Italia e la trasformerà in un piazzale per autotreni, ha elementi in comune con gli errori del passato.



    E' un intervento importante ed irreversibile che modifica il territorio e trova l'approvazione di tutte le forze politiche, esattamente come i grandi errori del passato. E sopratutto nasce da un'idea errata, che viene dal passato, secondo la quale il mero sbarco dei passeggeri e degli automezzi rappresenta una ricchezza.



    Questo era vero certamente in passato quando, con la Compagnia Portuali, un flusso importante di denaro entrava nell’economia della città. Ma non lo è più oggi, se è vero, come è vero, che un movimento portuale di soli passeggeri ed automezzi non produce altro che gravi problemi di traffico e di inquinamento.



    Elba 2000 - Movimento in difesa dei diritti elbani



     






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