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“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno:




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Nuovo libro di Marcello Camici:




Nuovo libro di marcello Camici


 

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Questo libro è per la verità e la giustizia!

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IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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ACQUA POTABILE ELBA - ESERCIZIO E POSSIBILITA' DI PREZIOSI ACCUMULI di Marcello Meneghin

pubblicato giovedì 7 febbraio 2019 alle ore 15:48:55


ACQUA POTABILE ELBA - ESERCIZIO E POSSIBILITA' DI PREZIOSI ACCUMULI
di Marcello Meneghin

 



 



Preg.mo Direttore di Ebanotizie Giovanni Muti.



Mi rivolgo direttamente a lei perchè è una dei pochi elbani che conoscono veramente l'intera vicenda del mio progetto di grande serbatoio atto a risolvere il problema idropotabole dell'Elba. Un'altra persona è il Sindaco di Portoferraio Arch. Mario Ferrari che a suo tempo mi aveva aiutato alla compilazione del progetto fornendomi dati e documenti e che nel suo .libro "Un acquedotto in mezzo al mare" ha riservato alcune pagine per descrivere il mio serbatoio. Il Sindaco Ferrari è oltretutto uno dei pochi pubblici funzionari che sia convinto, e lo dichiari anche nelle sedi opportune, dell'importanza della costruzione all'Elba di un grande serbatoio.



Uno dei motivi della presente nota è una novità: per la prima volta in un articolo di un organo di informazione elbana e precisamente su Corriere Elbano viene citato da parte di funzionari della Società che gestisce l'acquedotto , il mio nome ed il mio serbatoio ma lo si fà liquidandolo sinteticamente con due smilze affermazioni la prima delle quali certifica sic et sempliciter che, nonostante gli enormi progressi fatti in tema di ricostruzione di gallerie in roccia ,  all'Isola d'Elba non esiste possibilità alcuna per costruirvi una galleria sotto Monte Capanne. Più grave è la seconda motivazione che viene espressa per dimostrare l'inutilità del mio serbatoio. Viene infatti spiegato che l'unica e del tutto trascurabile funzione che, a detta dell'ASA, è in grado di svolgere tale serbatoio, è quella di poter sostituirsi al dissalatore per quattro giorni. Quello che a mio giudizio appare tragico consiste nel l fatto che i gestori dell'acquedotto elbano dimostrino in questo modo di non conoscere le caratteristiche peculiari del territorio elbano nei confronti del rifornimento idro potabile elbano . Ed è questo che dovrebbe, a mio avviso, preoccupare ogni elbano dal primo all'ultimo.



 



L'Elba è caratterizzata da una richiesta idrica variabilissima di giorno in giorno per i cambiamenti climatici e per le diverse necessità, come il fabbisogno familiare o quello pubblico e tanto variabile da runa stagione all'altra per la presenza concentrata solo nell'estate di molti turisti. Un altro importante fattore riguarda la disponibilità d'acqua che, essendo funzione diretta della pioggia, presenta anch'essa delle forti escursioni da un giorno all'altro. E' questo il problema da fronteggiare per primo nell'Isola : rimediare  a queste grandissime escursoioni tenendo ben presente che, in contrasto con la citata grande variabilità idrica, ci sono le regole di buon funzionamento dall'acquedotto  che impongono una produzione di acqua potabile il più costante possibile. In altre parole un acquedotto degno di questo nome dovrebbe avere pozzi, impianti di potabilizzazione di acque superficiali, sorgenti, desalinizzatori dell'acqua del mare, ed in genere qualunque altra struttura che capta acqua, i quali  dovrebbero tassativamente presentare caratteristiche di costruzione e dl gestione tali da produrre portate costanti nel tempo. Per questo i pozzi non dovrebbero mai cambiare portata ma funzionare indisturbati per il maggior tempo possibile. La desalinizzazione dell'acqua di mare con la rimineralizzazione dell'acqua depurata dai sali, per funzionare bene dovrebbe anch'essa operare a produzione costante.



 



Una volta chiarite l'estrema variabilità della richiesta idrica elbana e allo stesso tempo la necessità e la realtà elbana di una produzione di una portata fissa d'acqua, c'è poco da fare, il rimedio è uno ed uno solo e cioè costruire un serbatoio che ripiani, compensi le portate accumulando l'acqua quando è in esubero per averla disponibile nei momenti cruciali , Non esiste assolutamente altro sistema. Tale manufatto potrà venir costruito per piccoli stralci funzionali  da realizzarsi in anni successivi tenuto presente che ogni parte di serbatoio, anche se piccola, lavora non per soli quattro giorni come supposto  da ASA, lavora invece in tutte le gornate dei 365 giorni annui accumulando di notte tutta l'acqjua prodotta in più per rimetterla in rete durante le ore diurne di tutti i 365 giorni.



 



E' molto preoccupante il fatto che all'Elba si faccia esattamente iol contrario. Prima di tutto non ci si preoccupa della grave mancanza, negli impianti esistenti, di compensazione delle portate con i serbatoi presenti in Isola . La motivazione è presto detta. L'acquedotto elbano è dotato di una cinquantina di serbatoi per un invaso totale di oltre 20000 mc ( ventimila mc ). Ma questi serbatoi, per effettuare una buona compensazione delle portate, dovrebbero tutti quanti insieme  riempirsi nelle ore notturne per poi potere, nelle ore diurne, svuotarsi assolutamente tutti assieme ed  immettere in  rete le notevoli portate richieste dalle punte di consumo. Questo funzionamento a ore fisse e soprattutto con tutti i 50 serbatoi che agiscono in parallelo, non può aver luogo perché i serbatoi sono idraulicamente collegati in serie ed uno dopo l'altro devono prima di tutto provvedere al riempimento di ognuno di essi  del serbatoio a lui successivo e quindi con funzionamento temporalmente casuale ben diverso da quello di contemporaneità citato



E' questo il  miotivo per cui all'Elba si è impostata  tutta la gestione dell'acquedotto  sulla tanto enfatizzata nell'articolo ASA , variazione continua della produzione d'acqua tramite il molto efficiente impianto di telecontrollo e telecomando che provvederà, non ad accumulare il prezioso liquido, ma invece a fermare i pozzi non appena non serve acqua ed a diminuire contemporaneamente la portata del desalinizzatore.



Io sono convinto che sia quella descritta la soluzione peggiore che si poteva adottare  all'Elba e che l'unica cosa da fare sia quanto prima possibile rimediare cambiando totalmente strada passando, finché siamo in tempo, alla costruzione di un grande serbatoio, comunque concepito, ma che fornirà fin dal suo primo piccolo stralcio prova tangibile di buoni risultati, prova che continuerà a dare in qualunque caso, qualunque saranno le altre decisioni in tema di acquedotti elbani.



 



Marcello Meneghin



 



 



 




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