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MAGO CHIO' Vita e leggenda del Primo free - climber del Mondo di Giuliano Giuliani:




Mago Chiò era vissuto nella seconda metà dell’Ottocento. Nato a Portoferraio nell’Isola d’Elba qualche anno dopo l’Unita d’Italia in una delle vie più antiche della vecchia Cosmopoli ( nome che fu affibbiato alla città nei primi tempi della sua costruzione


 

“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno:




“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno che l’Editore il, Foglio Letterario di Piombino, ha portato alla Fiera del Libro di Torino.


 

IL FANTASTICO VIAGGIO DEL COMANDANTE GRASSI:




RACCONTO DI UN VIAGGIO IN CINA


 

Nuovo libro di Marcello Camici:




Nuovo libro di marcello Camici


 

Affari e politica a Portoferraio di Giovanni MUTI:




Questo libro è per la verità e la giustizia!

Vittorio Sgarbi


 

Giuliano Giuliani "AFFANDAMENTO DELL'ANDREA SGARALLINO" :




la ricostruzione attraerso la voce dei protagonisti della più grande tragedia che abbia colpito una nave civile nel mediterraneo durante nell'ultimo comflitto mondiale


 

“BALENE ALL’ELBA” :





Balene all’Elba è il titolo di un libro di Antonello Marchese, adesso in vendita nelle librerie. Fin dalla presentazione che si è tenuta alla Gran Guardia di Portoferraio, ha suscitato un grande interesse.


 

IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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UN ARTICOLO DALL'ARCHIVIO DI "ELBA 2000"

pubblicato domenica 28 luglio 2019 alle ore 09:17:05


UN  ARTICOLO  DALL'ARCHIVIO    DI

Dall'archivio   di  Elba 2000 Movimento in  Difesea   dei Diritti  degli elbani prendiamo  ripubblichiamo  questo articolo scritto  in occasione dello sterminio  dei topi neri di Montecristo,  da  parte  del  Parco  Nazionale.



 



L’AMBIENTALISMO RADICALE, I TOPI NERI MONTE CRISTO E LA RAZZA PURA DI HITLER di  Giovanni Muti pubblicato lunedì 30 gennaio 2012 alle ore 14:24:38










 L’AMBIENTALISMO RADICALE, I TOPI  NERI  MONTE  CRISTO    E  LA RAZZA   PURA  DI HITLER

 Giovanni Muti




 



La si può mettere come si vuole,  ma l’idea  che l’uomo, seguendo  teorie  scientifiche  o pseudo scientifiche,   si arroghi il diritto di  stabilire    quello che deve  esser  il rapporto    tra  la natura  e gli esseri  viventi,  cioè:  quanti  ne  debbono  esistere  per non  degradare  la natura e l’ambiente;   quali di questi    devono essere  considerati  superiori  e  quindi aiutati  a prevalere;   quali  di essi  devono  invece esser  considerati inferiori      e  quindi soppressi   con violenza,    è   un’idea  ripugnante.  Anche se gli esseri viventi sono    topi o cinghiali.



 



 E’ un tipo di approccio  che molti di noi   non  sopportano. Ed   a   poco servono   i documenti   che dimostrano  che  tutto  è stato studiato in modo scientifico e fatto  in altre  zone e con successo;    rimane  un’idea   inaccettabile e  viene avvertita   istintivamente  come un pericolo.



 



Ma  da  dove vengono   scelte  così  controverse?  Nascono da idee  che stanno alla base  di ogni movimento ambientalista   e che, detto  in modo schematico e  approssimativo,  poggiano  su  due  pilastri.



La visione  del  Mondo (Weltanshauung)



 



Primo : Visione  profetica del Mondo.  Secondo loro  la crescita  della popolazione  terrestre  provocherà   un disastro ambientale  globale.  Loro si battono per scongiurarlo.  Questo  si  ottiene   controllando   e contenendo  il numero  degli esseri viventi sulla terra  (Malthus).



 



Secondo:  La purezza.  La natura   deve  rimanere incontaminata.  Tutto ciò   che  viene dall’esterno  contamina la purezza  di   animali o piante  ed il loro rapporto con il territorio.   Questo  è un pericolo perché indebolisce  le razze   e le specie  pregiate  che invece   devono prevalere  (Eugenetica , darwinismo, ecc.) Quindi via l’alianto,  pianta  contaminante –infestante-   e via i cinghiali    e stambecchi , non nativi del  luogo, ecc.



 Si nota  poi  che,  sul  piano  operativo,  gli  interventi  devono avere  un carattere   massiccio   e risolutivo   (finale,  si potrebbe dire )   e poi devono  seguire  un inesorabile   percorso burocratico  che non sopporta  dubbi  ed annulla responsabilità individuali.    E infine,  Il tutto  deve  avere    una copertura  scientifica seria.



Ambientalismo e  Nazismo



 



Queste   idee  non nascono da  discussioni  al bar  fra amici,  ma da  teorie scientifiche molto note:  malthusianismo, che teorizza una riduzione  della popolazione terrestre .  E il darwinismo,   secondo  il quale  la  razza  più  forte  è destinata  a  prevalere;    quindi   aiutandola a farlo si aiuta la natura. E’ l’eugenetica   che mira   alla raggiungimento  di   una  razza  più sana  e più pura.



 



E  qui bisogna  notare  che  queste  teorie  erano  già diffuse  agli inizi  del secolo scorso.  Lo erano a tal punto    che  hanno costituito una delle basi  culturali del movimento  nazionalsocialista.  Quindi  possiamo dire,  senza paura di esagerare, che  il nazismo, oltre  ad essere  stato   quello che tutti noi  conosciamo ,   era anche un movimento  animalista,  ambientista e salutista.  Il regime  nazista   si impegno molto    a difesa dell'ambiente e  nella  diffusione fra i giovani delle  pratiche  ecologiste.



Tanto per fare un esempio, Heinrich Himmler, capo delle SS, era un ecologista  e  salutista convinto:    si impegnava    nelle difesa degli animali,  coltivava e raccomandava cibi  genuini, allevava  anche polli biologici, si faceva  produrre  erbe medicinali e  arrivò perfino  a  produrre  miele organico nel campo di sterminio di Dachau. Mai forse  nella storia  simboli della  purezza  della  natura    e dell’atrocità   e dell’orrore  erano stai così vicini.



 



L’Ambientalismo in Italia



 



Vi era poi  il movimento ambientalista   Wanderwogel, molto diffuso  tra i giovani,  che si comportavano  come   degli   hippies: praticavano il nudismo, l'agricoltura organica ed il vegetarianismo. Oggi  aderirebbero  al wwf , ma allora una  gran parte di loro aderì entusiasta al nazismo.



In Italia  le stesse  idee ambientaliste  confluirono in una corrente  di pensiero  che si  diffuse   grazie  all’opera  di Alessandro  Chigi  il  quale,    rifacendosi anche  lui  a  Thomas Malthus,  al  pensiero darwinista    e alla eugenetica più radicale  (quella di stampo teutonico,  per intenderci),  sosteneva  la necessità  di operare una selezione delle razze per moltiplicare i forti ed eliminare i deboli.  Chigi,  nel suo libro  "Problemi biologici della razza e del meticciato",  affronta  il tema  della contaminazione e  della  degenerazione   che verrebbe causata,  a suo dire, dall'incrocio con razze nere che sarebbero "evolutivamente inferiori e geneticamente incompatibili“.  Naturalmente   fu un firmatario del manifesto  fascista  in  difesa  dalla   razza.



Perché  ne paliamo?  Ne parliamo  perché pochi sanno  che questo ambientalista   razzista    è il padre   dell’ ambientalismo  italiano. Ed   è  dalle sue  mammelle  che hanno  puppato  tutti gli attuali ambientalisti, anche se  alcuni di loro non lo sanno .  Nel 1959 fondò la Federazione Nazionale Pro Natura   che traccerà  la strada seguita   da tutte le   associazioni ambientalistiche italiane dal wwf  a Legambiente.



 



L’ambientalismo  all’Elba



Vogliamo  forse  dire   che  il movimento  ambientalista,   anche   con questo intervento così radicale  su Montecristo,     rivela le proprie  origini?  Noi  siamo convinti  che  accostamenti e insinuazioni   riferite  a ambientalisti, anche noti  localmente,  sarebbero semplicemente  assurdi.



Eppure, se analizziamo  alcune scelte,  come appunto lo sterminio  dei topi  neri  di Monte Cristo, notiamo delle   coincidenze  inquietanti:   questa operazione,   per le motivazioni  e le modalità,   non può che  nascere  da   quella  cultura pericolosa  che noi  abbiamo cercato  di spiegare.



 Se poi  ci chiediamo  in che modo  questa  cultura  ha  inciso  nelle  politica dell’Ente Parco nei confronti dell’Elba,   notiamo che uno degli obiettivi  di fondo  dell’ambientalismo radicale,  cioè:   la riduzione della pressione antropica  sull’ambiente, all’ Elba la si otterrebbe con   la riduzione  dei flussi  turistici.



Naturalmente   la riduzioni  dei flussi   dovranno avvenire   facendo prevalere  il  turismo di razza  forte: quello ricco, insomma,  mentre  quello   povero dovrebbe esser  soppresso. Queste  posizioni non le ha sostenute  solo Tozzi,  ma facevano parte   anche del programma  per le ultime Regionali del Sel, un partito, quindi,  che dovrebbe avere  radici popolari, ecc. Per  dire  fino a che punto si  può  arrivare!



 



I capi ambientalisti e  gli elbani



Per  concludere:  ma questi  ambientisti  che   intervengono  sul territorio   con i mezzi che abbiamo visto,     come si comportano con gli Elbani?



 Diciamo subito che  gli   Elbani   non  faranno certo  la  fine dei  dei gatti  di Pianosa,  ai quali vennero   tagliata le palle   e deportati;   o avvelenati   come i ratti neri  di   Monte Cristo,  che saranno  sterminati al cielo . Quindi,  possiamo stare  tranquilli.



Ma  certe    gaffe  freudiane  clamorose   ci hanno   rivelato   i  desideri inconsci   di alcuni di loro , come  quando   un  presidente del Parco, arrivato da  Roma  disse   che    gli elbani  dovevano essere deportati e suggerì navi  e treni bestiame,   come si è fatto in passato  con le deportazioni naziste.



Ci dovremmo chiedere:  perché  esiste    questo lato  di destra  oscura    e profonda  in persone   colte  e preparate  e che  si professano di sinistra?        Perché  in loro  vi è   questo impulso di stampo    fascista , nazista,   razzista,  che  riaffiora, nel linguaggio e  negli atti,   come  una  maleodorante   cloaca  carsica?  E’  un bel problema  al quale non sappiamo dare una risposta. 



 




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