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IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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RUGGERO BARBETTI: “ESSERE O NON ESSERE” . . . . “SAPERE O NON SAPERE” di G. Muti

pubblicato mercoledì 24 aprile 2019 alle ore 09:17:04


 RUGGERO BARBETTI:  “ESSERE O NON ESSERE”  . . . . “SAPERE  O NON SAPERE”    di  G. Muti

 



La vicenda  del  dissalatore  con Sapere   che  entra nella lista elettorale  di Barbetti   ha scatenato un sacco di reazioni  tra  i componenti del comitato   contro il  dissalatore,     di cui  Sapere  è presidente.  Quello che  ha  reagito in modo più  chiaro è  Geri che ha spiegato  che non può  stare  in un comitato dove il preside,  di fatto, si è  alleato   con  chi   il dissalatore l’ ha  voluto.   Difficile  dargli  toro, ma non impossibile .



Per poter  valutare  le  cose,    bisogna   innanzitutto  tenere  presente  che  Barbetti  è un personaggio complesso  e che, in politica, mira  ai risultati, che spesso  riesce  a  ottenere, senza  fare  danni.  Anzi,  a  volte,  tutti  sono contenti. Si potrebbero fare  diversi esempi,   ma limitiamoci    a  questo caso  ed un altro    di qualche decennio  fa   in cui Barbetti applica la stessa tecnica   risolutoria che io  chiamo  dell’” Essere o non  essere”  (  Cioè : essere    o non  essere  a favore  di  qualcosa  passando poi  dal "si"   al "no"  secondo le circostanze  )



 



Il dissalatore



 



Vediamo.   Da  quello che si sa, in un primo tempo,     Barbetti  era a  favore  del Dissalatore.  Però,  si trova di fronte,    qualcuno  che  ha  organizzato  un    comitato  per  combatterlo,  e si  chiama  Italo Sapere. Stando così le  cose, lo scontro   si svolgerebbe nel  corso  della campagna elettorale. Questo  potrebbe danneggiarlo  e  fargli perdere  il comune.



Come si risolve il  problema?  Ruggero cambia idea, trasforma  Sapere  da nemico    ad  amico  e  lo  porta  a  bordo: Italo  entra  come  candidato nella sua lista . Con  questa  mossa  la possibilità   di  vincere le elezioni   sono  aumentate.



Quindi è stata  una mossa  giusta. In politica  contano i risultati. Però è  giusto  chiedersi: e  se  vince    cosa  succede?   Benissimo  per lui che  farebbe il vicesindaco  e  bene  per  Sapere  che,  essendo all’interno della stanza  dei bottoni,  conterebbe    di   più, nella sua lotta contro  il dissalare , che se fosse  fuori. Quindi tutti contenti. 



 



Il Parco Nazionale



 



D’altra parte  c’è un precedete  storico  dove  Barbetti con grande abilità    applica  la  tecnica  de “  to be  o not  to be”



Al momento dell’istituzione  del Parco, Ruggero  è contrario e  fa  anche ricorso al Tar. Legambiente lo vede  come  il nemico numero uno  e  inizia  una guerra  contro  di  lui.  Passa  il tempo poi, grazie ad    una  particolare situazione   politica  Ruggero  viene   nominato  proprio commissario  del  Parco.



Da non  credere.



 A  questo punto, per  coerenza,  avrebbe dovuto dire: non  accetto!  Io il Parco  l’ho sempre combattuto perché   lo  ritengo inutile  e  dannoso, come posso dirigerlo ?  Ma  avrebbe fatto una cassata. E cosa  fa  invece  Ruggero? Cambia  idea    e  diventa pro Parco   e si organizza  per  dirigerlo.



 



Umberto Mazzantini



 



Però Legambiente,   nella figura  del leader locale  Mazzantini,     vedendo  questa nomina  come un  insulto, organizza  un  comitato  “S.O.S Elba “ con lo   scopo   di combatterlo senza  quartiere.



Ruggero capisce   che  questa  sarebbe stata  un spina nel  fianco  insopportabile,    anche perché  già raccoglieva  molti degli ambientalisti elbani,  gente  anche di un certo spessore  culturale. Allora  prende  una   decisione.  Fa  una  proposta  a  Mazzantini  di  entrare   nel  Parco come  consulente.



  Diciamocelo  chiaramente: non  è una cosa  da   poco  averci pensato. Mazzantini  poteva  sentirsi  addirittura  offeso  e  mandarlo a  quel paese .



 Ma Ruggero, evidentemente,   fece  una  offerta  che Mazzantini  non poteva   rifiutare. Non è  escluso che  vi sia stato anche un intervento  della  Direzione  Nazionale di Legambiente. Comunque sia,  Mazzantini  lascia  il Comitato  (che   senza  il  capo si sfascia) e    entra nel Parco. Per  Ruggero  il problema  risolto. Anche  questa  di  Mazzantini è   una scelta  forte . (E’ come se  Napoleone  la notte  prima della Battaglia  di  Waterloo  avesse  passato le linee   e  fosse diventato  consulenti del  Duca  di Wellington)



 



 Ruggero  tira  un  sospiro  di sollievo: cazzo ce l’ho fatta! In seguito come  furono i risoltati?  Tutti  contenti: Ruggero non ricevette  più  critiche dagli   ambientalisti;   Mazzantini,  a  bordo,   fece un buon  lavoro  e ben pagato.



 Quindi la mossa di Barbetti,  se  dobbiamo giudicarla  dai risultati(  che in politica sono quelli che contano)  fu  una mossa  ottima,  che rivela un elevato  grado di creatività.



 Certo,   nell’analisi ministeriale che fu fatta  successivamente,   si afferma che fra il personale  vi erano  delle  funzionarie   preparatissime   che  avrebbero potuto   svolgere il  lavoro  fatto da Mazzantini  tranquillamente .



 



La scelta  giusta



 



Ma se  anche fosse stato così, la soluzione  Barbetti è stata la più vantaggiosa  per  tutti: si sono eliminati  gli attacchi  sui giornali contro chi  dirigeva  il Parco; le funzionarie   hanno lavorato meno  e  quindi si sono potute  rilassare  un po’;  Mazzantini  ha fatto  il suo lavoro con tranquillità  ed  ha inciso nella  gestione più di  quanto avrebbe potuto fare  se fosse  rimasto  fuori   a  criticare;  e  Barbetti   contento e  fiero di avere fatto la scelta  giusta.



E probabile  che  si verifichi la stessa cosa   con  questa  vicenda  



  Sapere.



A meno che  non  vi sia  qualche elemento che   non   conosciamo   e  che potrebbe modificare le cose. Purtroppo la formula : “Essere o non essere  utilizzata  da Ruggero, ha  i suoi limiti. in questo caso, potrebbe  anche  diventare  “Sapere  o non Sapere). E  questo è  il problema




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