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MAGO CHIO' Vita e leggenda del Primo free - climber del Mondo di Giuliano Giuliani:




Mago Chiò era vissuto nella seconda metà dell’Ottocento. Nato a Portoferraio nell’Isola d’Elba qualche anno dopo l’Unita d’Italia in una delle vie più antiche della vecchia Cosmopoli ( nome che fu affibbiato alla città nei primi tempi della sua costruzione


 

“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno:




“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno che l’Editore il, Foglio Letterario di Piombino, ha portato alla Fiera del Libro di Torino.


 

IL FANTASTICO VIAGGIO DEL COMANDANTE GRASSI:




RACCONTO DI UN VIAGGIO IN CINA


 

Nuovo libro di Marcello Camici:




Nuovo libro di marcello Camici


 

Affari e politica a Portoferraio di Giovanni MUTI:




Questo libro è per la verità e la giustizia!

Vittorio Sgarbi


 

Giuliano Giuliani "AFFANDAMENTO DELL'ANDREA SGARALLINO" :




la ricostruzione attraerso la voce dei protagonisti della più grande tragedia che abbia colpito una nave civile nel mediterraneo durante nell'ultimo comflitto mondiale


 

“BALENE ALL’ELBA” :





Balene all’Elba è il titolo di un libro di Antonello Marchese, adesso in vendita nelle librerie. Fin dalla presentazione che si è tenuta alla Gran Guardia di Portoferraio, ha suscitato un grande interesse.


 

IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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OLTRE IL CANCELLO, IL POTERE DEI GILET GIALLI A PORTOFERRAIO di G.Muti

pubblicato domenica 6 gennaio 2019 alle ore 19:06:56


OLTRE   IL  CANCELLO,  IL POTERE DEI  GILET  GIALLI A  PORTOFERRAIO  di G.Muti

 



Ho  assistito, per  pure  caso,    a  questa  scena  che si svolta  davanti al  grande  cancello dell’ ESA di  Portoferraio oltre il    quale   si vedono alcuni operatori  con Gilet  Gialli simili  a  quelli che  vediamo in questi giorni manifestare a  Parigi,    che   si  muovono   tra   grandi camion   carichi di spazzatura.   



 



Ad un certo punto, si ferma  una macchina e  scende una   signora;   apre   il portabagagli  e  scarica   alcune  borse  di plastica   piene di rifiuti;  si    avvicina al  cancello  e  cerca di parlare   con  qualcuno dei  gilet gialli.



 Ma  uno di loro   gli urla che  è chiuso,   facendo anche il gesto con la  mano  e che  loro  riaprivano  alle  15.00



A  questo punto la signora   gli dice  che lei  deve  rientrare  a  Firenze  e     che doveva  prendere la nave   e  non  sapeva dove  lasciare   questa spazzatura. “ Non  è che  pensate  che me la devo   portare  a  Firenze” ha  aggiunto.



 



 



Ma dall’altra   parte  del  cancello non sentono  ragioni e  gli ripetono che deve  tornare  nel pomeriggio 



A  questo punto, visto che non sapeva  cosa  fare,   gli  ho suggerito  di lasciare   le   borse  vicino al cancello, in modo che   poi  qualcuno di loro le avrebbe  prese,  così  ha  fatto.  



Ma, quando i gilet  gialli se ne sono  accorti,  un paio si sono avvicinati  al  cancello  e si sono  rivolti alla signora con un tono  che non lasciava dubbi  su cosa  dovesse  fare. La signora, incredula,  ha raccattato le borse,  e  con un’aria   veramente  scocciata, l’ha  risistemate   nel portabagagli.



 



 



A  questo punto gli ho raccontato che anche io  ero  andato  a  prendere  dei sacchetti per la carta,  ma  non me li hanno dati  perché   il responsabile  mi ha detto che aveva  finito il suo turno.



La signora  mi ha detto   che lei  ha  una casa  all’Elba  dove  viene     durante  le feste  e  in estate e  quello che  gli stava  succedendo  era  incredibile. “Come  faccio a  portarmi la spazzatura   a Firenze   … ma si rende  conto? Dopo  tutto  quello che  pago “



 Come dargli  torto. Una turista,  con una  seconda casa all’Elba, paga  la  tassa  sui rifiuti  come  se  ci stesse tutto l’anno.  Come se  Asa  tutte la mattine   passasse  a   ritirare  i sacchetti  come   fa con  tutti gli altri cittadini.   E poi,   se  viene  per  3  o  4  giorni     e   produce   qualche  sacchetto  è costretta  a  portarseli   a   Firenze  perché ASA  non li  vuole  ritirare. Neanche   se  glieli  porta lei    direttamente.



Mentre  stavamo parlando,  il gruppetto di  gilet  gialli , che  chiacchieravano  tranquillamente , hanno  interrotto e  hanno incominciò  a  guardarci.



Io ho chiesto   a  questa  signora  se potevo raccontare   questo episodio  su Elbanotizie  e lei mi ha detto  “lo scriva  dove  vuole   faccia  pure  il mio nome  io  mi chiamo Paola Gori  e  sono di Firenze.”



E  questa storia  potrebbe  finire  qui,  ma vale  la pena di aggiungere  un altro episodio che  va  oltre   certi errori   della burocrazia  e    rivela  un aspetto interessante    del  comportamento dei  gilet  gialli.  Che,  all’interno di quello spazio, sembra  vogliono  esercitare  un potere sul cittadino  che  viene da  fuori.



  Si  comportano come se  fossero   all’interno di una caserma  militare dove   esistono regole   rigide e  quindi un  esercizio del potere sganciato dal resto della società,



 dei cittadini e  dei loro  problemi.  In  altre  parole, oltre  quel cancello  è   un mondo    a  parte  dove  i gilet gialli hanno preso  il potere   anni prima che  ci pensassero i francesi.



Non sembri  un  esagerazione. Ecco  un ultimo  episodio  che spiega bene  il fenomeno



 



L'operataore  ecologico



 



Un anno fa,  io  e    il mio  amico  Giuliano  Giuliani,   entrammo  oltre  il cancello con una macchina  sulla quale con  grande  fatica  avevamo  caricato un vecchio tavolo . Una  volta entrati lo slegammo  e  chiedemmo  ad  un gilet  giallo  che ci stava  guardano se ci dava una mano  a  scaricarlo.  Lui ci guardò  senza  rispondere.





  • Allora ? Gli chiesi.





Lui sorridendo  cercò il  pacchetto   delle sigarette,  con calma  se ne  mise  una in bocca,  l’accese e  gettò  un boccata  di fumo   poi  con un aria   di sufficienza:





  • Scusate. . .Maionon sono ilvostrofacchino



    Io  e  Giuliano ci guardammo in  increduli  e poi  :




  • ma che c’entra  il facchino? Le chiediamo   di darci una mano, perché  da soli non ce la facciamo.




  • Si lo so, ma non è il mio lavoro



    Scusi  ma se lei sta   qui  ..  e    non ci da neanche  una  mano . . .   Allora   quale   sarebbe   il suo lavoro?



    Allora,  con l’aria  di chi  incomincia   ad incazzarsi,   scandendo bene  le  parole  disse  testualmente :




  • Vo l’ho  già detto: io non sono  un “ facchino”    io  sono un” operatore  ecologico”



     




  •  Eva  beh . . .se lei  è un operatore  ecologico cos' è  che le impedisce di aiutarci ?



     




  • Lui prese  fiato   e  poi  con i  aria di   chi intende  chiudere il discorso :



     




  • Ripeto .....  perché  non  è il mio lavoro       e  si allontanò



     



     



    Dopo  questo caso non ho più portato   degli oggetti  e li ho   raccolti  nel mio terreno.   Quando ve ne saranno a sufficienza   chiamerò  l’ESA  che verrà  con un camion . Ma  questa sarà un spesa  a parte.



     



    Speriamo che  la prossima  amministrazione   di Portoferraio  affronti  i  diversi  problemi legati  alla  raccolta  differenziata    porta   a  porta,  compreso quello  di chi ha le  seconde  case   all’Elba   e  paga  un servizio  che non utilizza. Per  quanto  riguarda poi  i      gilet gialli,  basta   parlarci    e  ricordare  loro  che     episodi  come  quelli, da me raccontati,  non devono  più ripetersi.



     



     



    Nella  foto  una  buona  idea ,  la distribuzione  si sacchetti e  bidoncini   durante  il  mercatino del Venerdì






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