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Nuovo libro di marcello Camici


 

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Questo libro è per la verità e la giustizia!

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la ricostruzione attraerso la voce dei protagonisti della più grande tragedia che abbia colpito una nave civile nel mediterraneo durante nell'ultimo comflitto mondiale


 

“BALENE ALL’ELBA” :





Balene all’Elba è il titolo di un libro di Antonello Marchese, adesso in vendita nelle librerie. Fin dalla presentazione che si è tenuta alla Gran Guardia di Portoferraio, ha suscitato un grande interesse.


 

IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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ALL’ELBA UNA TASSA DI SCOPO PER FINANZIARE LA SANITA’ di G. Muti

pubblicato mercoledì 6 dicembre 2017 alle ore 00:03:58


ALL’ELBA UNA TASSA DI SCOPO PER FINANZIARE LA SANITA’ di G. Muti

( Il probema  delle  fascie  economicamente   deboli che hanno difficoltà a  recarsi in continente per  curasi, sollevato da Giovanni Fratini,   viene  affrontato nell'articolo che segue  pubblciato nell'agosto  del 2016  dove si propone  una possibile soluzione )



pubblicato giovedì 18 agosto 2016 alle ore 12:07:15



All’Elba  il turismo ha  portato   lavoro  e ricchezza.  Nessun  confronto sarebbe  possibile  con l’Elba  preturistica.  L’Elba dei    minatori  e dei  marinai    sparsi nei mari del mondo, l’Elba povera     di coloro  che  emigrano  in Australia   o in Sud  America.



Però i vantaggi di questo straordinario sviluppo non sono stati goduti da tutti nello stesso modo. Vi sono   fasce  molto  ricche   e  fasce  molto    povere. Fra  i  benestanti ci sono  gli “stranieri”. Quelli   che  hanno creato  il turismo  all’Elba    ai  quali va  molto del merito. Poi  ci sono gli elbani che,  avendo un  pezzo  di  terra  sul  mare,  si sono    accodati. Alcuni   di loro.     riuscendoci  molto bene.



C’è   poi    una parte della popolazione   che   ha  avuto,   comunque,  vantaggi   dal turismo,  ma  alla quale  il turismo crea  anche dei problemi.



 Immaginiamo   un pensionato:



 -        I prezzi all’Elba   sono mediamente più alti  che in continente, se  ne  deduce  che la  sua  pensione  ha  un potere  d’acquisto  inferiore.



-        Le  spiagge  sono  prese  d’assalto. Per  avere un posto si dovrà  pagare, come  si dovrà  pagare  per la sciare la  macchina  in un parcheggio.



-        Chi  vive   in un centro storico, se  vuol dormire   dovrà  mettere  i doppi  vetri alla finestre, perché  spesso   gli spettacoli  spaccano  i timpani



-         Inoltre   deve soffrire     di tutte le limitazioni e le   imposizioni      per mantenere   le  bellezze  ambientali,  che  sono    il motore  del turismo  (per  qualsiasi lavoretto in casa  ci  vuole  il permesso delle Belle  Arti, il che implica complicazioni e spese rilevanti.



 



        Tutte  queste limitazioni   sono finalizzate ad   mantenere  il patrimonio di  bellezze    che    fa  arricchire   gli  imprenditori e chi lavora nel turismo,  ma  che  crea  problemi,  e a  volte impoverisce, gli altri. Gli imprenditori   turistici   vendono  servizi,  è vero, ma vendono soprattutto   l’ambiente,  cioè la vicinanza    al mare    che non  è loro, ma di tutti. Se lo stesso hotel  invece che   su  una  bellissima spiaggia   fosse   collocato    su una collina  a  due   chilometri dal mare, i profitti  si dimezzerebbero. Perché   il  soggiorno   costerebbe la  metà.



 Per  fare  un esempio: il  supplemento vista  mare  che    gli albergatori   fanno pagare ai loro clienti   è un  vero  è proprio  ticket.  Non  è  infatti   a  pagamento di un servizio  dato. L’albergatore  non c’entra per nulla:   gli  occhi sono del  cliente  e  il  mare  e  di  tutti (se  si contano le  camere  vista mare  degli alberghi  elbani   si potrà immaginare  la somma che la  categoria  incassa  senza alcuna spesa). Quindi  coloro che  si   vendono   la  vista  mare e  le spiagge  -che     sono di tutti, poveri compresi-   e  si  arricchiscono,  dovrebbero  pensare     a quella  fascia di elbani    meno  fortunati   che non hanno addirittura i mezzi per  curarsi.



 Ma siccome  loro  non ci pensano    ci  dovrebbe pensare  il Governo    o la  Regione, istituendo sui  redditi più alti   UNA  TASSA DI SCOPO   che potrebbe essere  utilizzata per finanziare     sevizi  essenziali  come    la  sanità.



Un ricco imprenditore,  se si deve curare,    va  in  una   clinica  specialistica  in continente, e i parenti lo seguono  e  vanno in albergo. Ma se  si ammala un elbano povero o medio - che ovviamente non si può permettere una clinica specialistica - il rischio è di rimetterci la vita, visto che l'ospedale locale è stato in gran parte smantellato. Le  risorse  raccolte  con una tassa  di scopo   dovrebbero  essere  utilizzate  soprattutto  per la  Sanità.  Per dare agli elbani un servizio  sanitario  il più possibile   simile  a   quello  d’oltre  canale.  E   anche      per  delle  convenzioni   con strutture  ricettive  in   continente   per  gli elbani     che  devono assistere  in parenti in ospedale



Questa  proposta  troverebbe   una logica  collocazione  in una  proposta  di   Legge  speciale   per l’Elba   di  di cui  si parla   da  decenni, e che    per la prima  volta  è entrata   nel programma   presentato     da  un  elbano  Ruggero  Barbetti  alla  ultime  elezioni  Regionali. Ma  che elbani hanno avuto   difficoltà a  capire.



 L’applicazione  di  una tassa simile non è un discorso facile, anche perché all'interno di una stessa categoria le condizioni non sono uniformi.  Ci sono aziende   addirittura  in   difficoltà    anche  perché  oberate da tasse. E queste aziende potrebbero veder compromessa definitivamente la propria competitività con l'introduzione di nuove tasse- con possibili  danni  all’occupazione     e  quindi  a quella fascia di elbani meno fortunati che   la   nuova   tassa  vorrebbe aiutare. Quindi, la tassa dovrebbe colpire esclusivamente chi ha redditi superiori ad un certo livello (molto alto) da stabilire.



E' inoltre evidente che le persone benestanti o anche molto benestanti non si trovano solo tra chi opera all'interno del mercato turistico o del suo indotto. Ci sono (tanti) professionisti, dirigenti e  e imprenditori che operano all'esterno del mercato turistico ma che, per motivi di equità e di giustizia sociale, sarebbe opportuno che contribuissero anch'essi a fornire il loro contributo.



 




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