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IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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ACQUA POTABILE – CON L’IMPROVVISAZIONE NON SI VA DA NESSUNA PARTE di Marcello Meneghin

pubblicato domenica 26 novembre 2017 alle ore 07:49:38


ACQUA POTABILE – CON L’IMPROVVISAZIONE NON SI VA DA NESSUNA PARTE
di Marcello Meneghin

 



Essendo chiamato in causa in alcuni blog elbani  non posso esimermi dall’intervenire.



Distinguo alcuni punti



.



ACQUA PIOVANA. Non ci si deve basare su dati sporadici ma sulle piogge che sono realmente cadute all’Elba su un lungo periodo. In questo senso gli elementi certi dicono che all’Elba negli ultimi 20 anni il volume annuo si mantiene costante e, come volume totale, sarebbe ampiamente sufficiente a coprire il fabbisogno. Quelle che sono cambiate sono le modalità di pioggia che sempre di più sono caratterizzate da grandi volumi idrici caduti in tempi brevissimi ( le cosiddette bombe d’acqua ) Quindi il problema intervenuto non consiste nella mancanza d’acqua ma sull’aumento delle difficoltà di raccolta onde evitare di lasciarla scaricare a mare inutilizzata come si fa ora. In questo senso la modalità migliore è un serbatoio che sia molto lungo in modo da poter in futuro interessare un grande territorio. La zona dove piove di più all’Elba è quella del monte Capanna ed il mio serbatoio, siccome lo circonderebbe a 360 gradi, sarebbe in grado veramente di intercettare tutte le vallette che scendono a raggiera dalla vetta.



 



SISTEMAZIONE RETE ACQUEDOTTO. Esaminando lo schema della rete che allego anche se non è aggiornatissimo, si capisce che siamo in presenza non di un acquedotto vero e proprio ma di un caos di acquedottini piccolissimi sorti a casaccio attraverso gli anni. La sua gestione e soprattutto la sua sistemazione è difficilissima. E’ dotato di oltre una cinquantina di serbatoi ed altrettanti impianti di sollevamento e non basterebbe sostituire i tubi come si richiede a gran voce ma, per ottenere buoni risultati occorrerebbe buttar via tutto e fare un nuovo razionale acquedotto basato su altri principi. Oltre a questo bisogna tener presente che una gran parte delle perdite è dovuta agli allacciamenti privati costruiti in tempi remoti con tubi di ferro ora arrugginito o comunque tempestati di guasti a profusione. Pertanto bisognerebbe rifare anche tutti gli allacciamenti e questa volta con spesa a carico dei cittadini elbani. In conclusione quella sistemazione della rete richiesta da tutti è un’operazione che allo stato attuale non si può fare ma solo trovare il modo di tirare avanti qualche decina d’anni cioè fino a quando sarà possibile e assolutamente necessario fare. In questo senso ci sarebbe una soluzione: limitarsi ad una buona manutenzione e lasciare lo stato attuale con grandi percentuali di perdita. Se si tiene conto che il totale assoluto di perdita annua non è enorme perché l’Elba in definitiva è piccola, si arriva facilmente a detta conclusione logica. Ma c’è un elemento che diventa essenziale: bisognerebbe disporre di molta acqua ed a basso costo in modo che le perdite risultassero economicamente tollerabili. Il guaio è che si stà facendo esattamente il contrario e cioè si lascia scaricare a mare l’acqua di costo zero per poi andarla riprendere ed una volta dissalata a caro prezzo lasciarla disperdere per una  metà nel terreno in modo da raddoppiarne il costo di per sé già molto alto.



 



LA SOLUZIONE RAZIONALE FUTURA. Anche l’Elba dovrà in futuro e per forza adeguarsi alle direttive razionali che prevedono la futura costruzione di grandissimi acquedotti a carattere pluriregionale in modo da utilizzare fonti sicure, con gestione plurima ed economica essendo basata sulla salvaguardia dell'ambente. Tanto per fare un esempio nel mio Veneto ci sono città come Padova, Venezia treviso, Rovigo ecc. che sono di per sè già  dotate di acquedotti ottimi ma ciononostante si sta costruendo il MOSAV che è un super Acquedotto che le collega tutte tra di loro e con previsione di nuove fonti colossali atte non solo a dare più sicurezza al servizio ma soprattutto a razionalizzarlo sia tecnicamente che economicamente, Anche l’Elba dovrà rientrare in una strategia del genere di cui probabilmente esistono già i piani. Il problema è che di tali piani non si parla mai ed invece si va brancolando nel buio con programmi basati sull’improvvisazione passando da soluzioni come i 21 laghetti ( di cui si è già costruito il primo esempio negativo del lago Condotto ) come il desalinizzatore di cui non risulta affatto verificata alcuna strategia futura. In questo senso, visto che siamo in una situazione molto particolare dovuta in doppio modo all'insularità che rende difficili i collegamenti e vista l'accidentalità del suo territorio che complica molto le cose, sussiste un’opera che diventa essenziale, non eludibile ed è la presenza futura del solo elemento atto a semplificare enormemente le cose ed è la presenza di un grandinassimo serbatoio che, costruito pezzo per pezzo attraverso gli anni, potrà veramente fungere da elemento di moderazione, di stabilizzazione e di riserva di una parte importante ed estesa del grande futuro acquedotto. Da notare bene che io non sto affatto parlando della costruzione di questo grandissimo acquedotto stò solo sostenendo la necessità di fissarne la strategia in modo da far rientrare da subito le opere entro tale strategia, In altre parole disegnare sulla carta l’opera costa infinitamente meno che il costruirla ma contribuisce molto ad evitare errori, il più mastodontico dei quali è l’aver fatto ricorso alla desalinizzazione dell’acqua del mare prima di aver esaminato sulla carta ma a fondo quale dovrà essere il futuro del sistema idro-potabile generale di cui ho fatto cenno. Inutile aggiungere che la strategia di cui si parla deve essere viva e cioè sempre aggiornata attraverso gli anni onde adeguarla costantemente all’attualità degli avvenimenti man mano che essi vengono alla luce.



Invece conosciamo tutti la realtà che in Italia impera in molti campi : L’IMPROVVISAZIONE




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